Questa mattina, la signora Linda Van Houten da anni residente a Bugliano ha trovato la sua coltivazione di tulipani completamente distrutta. Si tratta di oltre 2000 bellissimi fiori che ignoti hanno calpestato durante la notte, per danno calcolabile in oltre € 10.000.
“È un episodio increscioso” – ha commentata il sindaco dott. Fabio Buggiani – “Mai avrei pensato che la dutchfobia arrivasse anche a Bugliano, da sempre paese di mentalità aperta.” È evidente che l’attuale crisi europea sia giunta anche nella nostra piccola comunità”
C’è stato un piccolo alterco con la Van Houten perché i Carabinieri durante i rilevamenti hanno scoperto sei pianta di marijuana. La donna olandese si è difesa dicendo che sono da collezione, ma i militari hanno deciso di segnalare il caso al PM di turno.
VIETATA LA MUSICA “TRAP” IN TUTTO*IL TERRITORIO COMUNALE
Il nostro amatissimo sindaco dott. Fabio Buggiani questa mattina ha emesso un’ordinanza che vieta la riproduzione della musica “trap” in tutto il territorio di Bugliano.
Un decisione sofferta, ma utile per eliminare la principale causa dell’instupidimento di questa generazione di ragazzi: troppi giovanni fanno uso di questa cosiddetta musica a scapito dei risultati scolastici.
La musica “trap” potrà essere ascoltata solo da persone maggiorenni all’interno di abitazioni private (sotto i 40 decibel), in auto con finestrini chiusi (sotto i 30 decibel) e all’aperto ma con cuffie e mantenendo una distanza interpersonale di 1,8 metri.
I trasgressori saranno puniti con un ammenda di € 174,50 e la denuncia per “rumori molesti”.


CONSIGLIERE LEGHISTA GIRA NUDO PER STRADA
Paura e delirio a Bugliano stamani 13 luglio 2020 quando Matteo Doroteo, consigliere leghista d’opposizione, ha passeggiato per le strade di Bugliano completamente nudo.
Alle 13:30 circa il Doroteo è prima entrato in municipio creando scompiglio tra le impiegate dell’ufficio anagrafe, le quali hanno tentato di calmarlo offrendogli una torta, ma invano. Le grida delle impiegate hanno attirato l’attenzione del vigile Vittorino e dei carabinieri, che intervenuti si sono resi conto che il leghista era in evidente stato confusionale, probabilmente causato dall’afa.
Il vigile Vittorino e i carabinieri sono riusciti a catturarlo solo in strada, proprio davanti il circolo Arci. La cattura è stata ostacolata dai soci che tiravano al Doroteo frutta e verdura marcia.
Solo l’intervento dell’ambulanza ha messo fine al delirio e grazie alle cure omeopatiche del dott. Giorgio Mantrugiani, Matteo Doroteo si finalmente calmato.
Il sindaco, chiuso per sicurezza nel suo ufficio ha seguito con attenzione l’evolversi della vicenda.
A BUGLIANO (PI) IL PRIMO BAMBINO UFFICIALMENTE NÉ MASCHIO NÉ FEMMINA
A Bugliano, provincia di Pisa, è stato rilasciato il primo documento pubblico, un certificato di nascita, in cui non è specificato il sesso di un bambino. Si chiama Julia Tagliapolli e la richiesta è stata fatta da genitore 1 e genitore 2.
I genitori hanno spiegato che il loro obiettivo è «cambiare il modo in cui veniamo identificati, a partire dal certificato di nascita»: l’identità di genere si chiarisce a pochi anni dalla nascita e per questo genitore 1 e genitore 2 vogliono che sia Julia a decidere in cosa identificarsi quando sarà in grado di farlo.
Il sindaco di Bugliano, il dott Fabio Buggiani (PD), è molto soddisfatto di questa scelta inusuale, ma coraggiosa: “Bugliano è il primo comune in Italia ad aver stabilito ufficialmente che il sesso lo decide il diretto interessato/a solo al compimento dei 18 anni di età“
La scadenza del certificato è infatti al 18° anno di età del neonato/a. Solo allora verrà deciso il sesso: in caso di dubbi verrà utilizzata una monetina.
MARIA LAGANÀ E LA VOCAZIONE DI INSEGNANTE
Forse non tutti sanno che Maria Laganà, l’attuale professoressa di storia e filosofia della scuola elementare Bava Beccaris di Bugliano, capì nel 1993 che la sua vita sarebbe incentrata nell’educazione dei bambini.
Maria Laganà nacque a Reggio Calabria il 14 luglio 1970 da una famiglia borghese e proprio per questo all’età di 18 anni decise di andare a studiare all’università di Pisa, dove si laureo in filosofia trovando un ambiente più idoneo alle sue idee di sinistra.
Nell’ottobre del 1993, anche se studentessa universitaria, decise di prendere parte all’occupazione del liceo scientifico Ulisse Dini, partecipando in maniera attiva all’auto-gestione per contestare il decreto “mangiaclassi” del ministro Rosa Russo Jervolino.
I corsi che facevano non soddisfacevano la sua voglia “rivoluzionaria”, infatti erano corsi di chitarra, come scrivere gli striscioni, scrivere volantini, ecc… La maggior pare degli studenti usavano l’occupazione come scusa per evitare i compiti e avere la prima esperienza sessuale.
Durante la notte una misteriosa ragazza, che si faceva sempre chiamare “compagna Rosa”, teneva delle lezioni che suscitarono l’interesse della Laganà: fu una rivelazione! Finalmente una donna che la pensava come lei.
Le lezioni della compagna Rosa, oltre a come preparare le molotov, erano incentrate sull’educazione dei bambini: infatti secondo questa misteriosa compagna comunista, i bambini dovevano essere educati fin da piccoli per preparare la Rivoluzione che avrebbe liberato il popolo dalla schiavitù imperialista.
Durante queste lezioni clandestine le due compagne, Rosa e Maria, giurarono che un giorno avrebbero creato una vera scuola comunista di stampo sovietico.
Molti compagni del PDS e di Rifondazione erano convinti che fossero due pazze.
IL CIRCOLO ARCI QUANDO SI CHIAMAVA “CIRCOLO VIVA VERDI”
Forse non tutti sanno che l’attuale circolo Arci in piazza della Repubblica, proprio di fronte il municipio, si chiamava Circolo Viva Verdi e nacque durante i Risorgimento italiano.
Questo nome serviva per far credere che si trattasse di un circolo di musica e opera lirica, quando in realtà era un ritrovo di mazziniani, garibaldini e dal 1917 anche di comunisti.
Ecco un prezioso documento che testimonia gli scontri che avvenivano tra i membri del circolo Viva Verdi e il podestà di Bugliano nel ventennio fascista
Il documento risale al 2 maggio 1935 e dimostra l’audacia dei simpatizzanti leninisti nei confronti dell’autorità fascista.
LA MOGLIE DEL SINDACO A “NON È LA RAI”
Fernanda Topalli, moglie del sindaco Fabio Buggiani, partecipò a Non È La Rai nell’edizione 1993-1994. Fernanda (nome d’arte Fanny) avrebbe avuto una splendida carriera nel mondo della TV, ma a causa di un furioso litigio con Ambra Angiolini dovette abbandonare per sempre il sogno di diventare una conduttrice televisiva. Secondo la Topalli Ambra le aveva fatto uno sgambetto durante le prove e cominciarono prima a offendersi (Ambra disse che Fanny ce l’aveva come le labbra di un ciuo e Fanny disse che Ambra aveva visto più uccelli di un pisciatoio); poco dopo cominciarono a darsi pugni, cazzotti e tirate di capelli finché la futura moglie del sindaco non fu sbattuta fuori gli studi televisivi.
BUGLIANO E LE BESTEMMIE
Forse non tutti sanno che i cittadini di Bugliano sono esentati dalla scomunica per “bestemmie”.
Poiché Ugobaldo Caetani, cugino del pontefice Bonifacio VIII abitava a Bugliano, il Papa emanò una bolla pontifica in cui consentiva ai buglianesi di bestemmiare senza alcuna conseguenza.
Infatti, il tanto amato pontefice ebbe a dire che:
“𝑩𝒍𝒂𝒔𝒑𝒉𝒆𝒎𝒊𝒆 𝒄𝒊𝒗𝒂𝒆 𝑩𝒖𝒈𝒍𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒊𝒂𝒏𝒕 𝒊𝒏 𝒄𝒂𝒆𝒍𝒊𝒔”
(trad. per i più duri e per i livornesi: Le bestemmie dei buglianesi non arrivano in cielo.)
CONSIGLIERE LEGHISTA REGALA ALLA SCUOLA LIBRI FASCISTI
L’amministrazione comunale è felice del dono che il nostro consigliere d’opposizione Matteo Doroteo (Lega Salvini Premier) ha fatto alla scuola elementare Bava Beccaris di Bugliano.
Purtroppo abbiamo dovuto restituirli poiché la preside Rosa Liffoni ha minacciato di chiamare in aiuto tutti i soci del circolo Arci in possesso di carabine da caccia.
IL MANCATO CONCILIO DI BUGLIANO DEL 1545
Forse non tutti sanno che il concilio di Trento, del 1545, in origine avrebbe dovuto svolgersi a Bugliano presso l’abazia di San Teodoldo, ormai distrutta durante la II guerra mondiale. Infatti, Papa Paolo III, aveva scelto Bugliano per la vicinanza con Roma e per la serva Guendalina, dell’osteria “Il Papero Offeso”, per la quale aveva un occhio di riguardo. Il pontefice, per evitare che le male lingue facessero illazioni su una sua presunta relazione con Guendalina, nota a tutti i pellegrini per essere specializzata nel “soffocone col risucchio”, decise di trasferire il concilio a Trento.











